
Basta scontro perenne. Una Margherita 2.0 per i delusi Dem e M5S
30 gennaio 2026
«È la gravità del momento che impone la riunificazione del centro del centrosinistra, con un governo che cerca di cambiare le strutture democratiche del Paese e che fa da spalla a personaggi pericolosi come Donald Trump».
Non ha dubbi Vincenzo Spadafora, già ministro del secondo governo Conte e oggi presidente di Primavera, associazione che sabato terrà la convention con l’ambizione di portare avanti un progetto centrista all’interno del campo largo che, secondo Spadafora, renderebbe il centrosinistra più competitivo nella partita contro la coalizione di Giorgia Meloni.
Spadafora, cosa vuole fare, una Margherita 2.0?
«Guardi, io non ho la presunzione di alcuna regia ma le confesso che non mi dispiacerebbe una Margherita 2.0: nel 2001, al suo debutto, ottenne il 14%. Sono trascorsi oltre venti anni ed è cambiato lo scenario nazionale ed internazionale ma è di nuovo viva l’esigenza di una forza di centro sinistra, innovatrice e progressista, che raccolga i delusi di PD e M5S. Stiamo vivendo un inverno della democrazia, della partecipazione e del rispetto dei diritti. Davanti ad un clima di scontro perenne che alimenta la paura, Primavera è nata per ridare la speranza con donne e uomini credibili, capaci di attrarre la fiducia di chi oggi si astiene, e rispondere ai bisogni della vita quotidiana delle persone, non alle ideologie»
Ci spiega come sia possibile mettere insieme tutti gli attori che gravitano nella galassia centrista – da Ernesto Maria Ruffini a Beppe Sala passando per Matteo Renzi?
«Dobbiamo essere generosi ed evitare inutili personalismi. Insieme ad Ernesto Ruffini con Più Uno, al Sindaco di Milano Beppe Sala e a molte altre figure possiamo avviare un confronto sulle tante cose che ci uniscono. E penso che il confronto vada portato avanti con chi già è attivo nel centro sinistra come Casa Riformista»
Anche Alessandro Onorato ambisce a qualcosa di simile. A un’iniziativa dell’assessore capitolino hanno preso parte fra gli altri Goffredo Bettini e Giuseppe Conte. Sta dialogando anche con loro?
«Certo, anche Progetto Civico Italia di Onorato sta lavorando nella stessa direzione. È evidente che il M5S sia centrale per il futuro del centro sinistra».
Silvia Salis, sindaco di Genova, considerata una sorta di anti Schlein, aprirà i lavori della kermesse sabato prossimo. Sarà lei la leader di questo potenziale contenitore?
«Silvia ha dimostrato in pochi mesi di avere qualità politiche notevoli e di risvegliare la fiducia in molti italiani. Non so quando ed in quale ruolo ma spero che possa dare al Paese un contributo importante come sta già facendo per Genova».
Chiederete le primarie di coalizione a Schlein e Conte?
«Serve prioritariamente un tavolo del centrosinistra che includa anche queste forze che si stanno impegnando per confrontarsi e disegnare un percorso. Manca poco più di un anno alle elezioni ed è incredibile che ciò non avvenga. Credo che debba essere Elly Schlein, segretaria del principale partito, ad assumersi la responsabilità di convocare questo tavolo».
Il centrosinistra non vince le elezioni politiche dal 2006. Perché nel 2027 dovrebbe essere la volta buona?
Perché Meloni ha fallito, dalla sicurezza alle tasse. Doveva difendere la famiglia ma ha tagliato la sanità e speso miliardi in armi. La destra non governa, amministra la rassegnazione. Ma il centrosinistra ha bisogno di maggiore realismo e concretezza per organizzare la speranza e lavorare per un’unica grande comunità progressista.
Intervista al Corriere della Sera del 27/01/2026