
Bene la foto ma non basta
17 giugno 2026
Questa foto, scattata ieri, rappresenta un messaggio importante per gli elettori del centrosinistra, da tempo in attesa di un confronto serio tra i leader della coalizione per rilanciare un’alleanza credibile. Tuttavia, da sola non basta.
È necessario passare dalla mera immagine a una proposta politica ambiziosa, capace di raccontare quale idea di Paese e di Europa i leader del campo largo intendono costruire per i prossimi 10-20 anni, con particolare attenzione ai giovani. Servono due incontri concreti a luglio, ma soprattutto un lavoro quotidiano per costruire un’alleanza vera, partecipata dal basso, senza distinguo continui e aperta alle migliori energie del Paese. Una coalizione che valorizzi competenza ed esperienza, superando correnti e veti, e che coinvolga una nuova classe dirigente.
La vera sfida però è un’altra: attrarre nuovi elettori, riportare alle urne chi si è allontanato e, soprattutto, coinvolgere i giovani, pronti a mobilitarsi se chiamati a una battaglia ideale e concreta.
Non basta organizzare il “salotto” dei civici già di area: serve un “open space” inclusivo, in grado di restituire autenticità e credibilità alla politica. Di fronte alla visione regressiva della destra – incarnata da Giorgia Meloni e Roberto Vannacci – che rischia di riportare il Paese indietro su diritti e coesione sociale, il centrosinistra deve proporre un’alternativa chiara.
È tempo di riconoscere con onestà gli errori passati, quando il centrosinistra non ha saputo cogliere pienamente i problemi concreti di un Paese che diventava più povero e diseguale.
Da qui deve ripartire una nuova proposta: modernizzare la scuola bilanciando formazione e preparazione al lavoro, abbracciare l’intelligenza artificiale senza rinunciare ai valori umani; rispettare le tradizioni cattoliche nel quadro della laicità dello Stato; considerare la piccola e media impresa non come un avversario, ma come alleato per un nuovo patto sul lavoro
L’obiettivo è costruire una prospettiva in cui ogni italiano possa riconoscersi e sentirsi protagonista di un progetto comune. Solo così sarà possibile appassionare e mobilitare, non per qualcuno, ma per tutti