
Sinistra, primarie aperte ma facciamo in fretta
2 agosto 2026
Vincenzo Spadafora,fondatore di Primavera, ex M5s, già ministro del governo Conte II, a che punto è la costruzione del campo largo?
“Penso che siamo assolutamente in ritardo. Siamo partiti dal punto fermo che è l’alleanza tra Pd, Avs e M5s, rappresentata anche dalla foto dei quattro leader, ma è evidente che quella foto non ha fatto scaturire quello che, forse, si immaginava in termini di entusiasmo e partecipazione. Basti pensare al fatto che è stato fatto un evento a Napoli con una presenza minima di persone e che è stato annullato il secondo evento in un’altra città. Il centrosinistra ancora non riesce a costruire un progetto alternativo a quello della destra, non stiamo dando ai cittadini un’alternativa credibile”.
Nella foto citata mancava la cosiddetta quarta gamba…
“In quella foto, bella, mancava tutto un pezzo di elettori che non vogliono votare la destra, ma non si riconoscono in Elly Schlein, in Giuseppe Conte e nei leader di Avs. Il tavolo del centrosinistra, che tutti dicono si farà a settembre, è stato rimandato per un po’ di tatticismi eccessivi sulla scelta del leader della coalizione: io credo che non ci sia altra strada che le primarie e dunque che si facciano! Bisogna poi trovare un punto di vista comune anche sui temi della politica estera: non basta dire troveremo una sintesi, serve un accordo subito”.
Sarebbe contento se fosse Conte a vincere le (eventuali) primarie?
“Credo che la partita delle primarie sia assolutamente aperta: sono tutte da scrivere. Sono convinto che, sia che vinca Schlein sia che vinca Conte, il centrosinistra giochi una partita per vincere. Ma se rimandiamo le primarie e il tavolo sul programma e moriamo di tatticismi o Conte o Schlein non cambierà: perderemo le elezioni. Il problema non è solo l’accordo tra i leader, ma trovare un’intesa tra le comunità dei due partiti. Il Movimento Cinquestelleper anni ne ha dette di tutti i colori sul Pd e viceversa. Adesso per spiegare ai nostri elettori che stiamo tutti insieme per battere Meloni, ma con un’idea di Paese, serve del tempo e non ridurre tutto a una conta tra leader”.
Beppe Grillo ha detto che il Movimento Cinquestelle ha perso i suoi valori, lei, da ex esponente M5s, condivide?
“Che il movimento sia cambiato è fuori discussione, ne è cambiata la genesi, ha dimezzato i propri elettori, ha rinunciato ad alcuni valori fondativi. Penso al tema del numero dei mandati: andavamo urlando per tutto il Paese che non si può fare politica per tutta la vita perché il Palazzo ti cambia e ora vedo ex colleghi aggrappati a Conte per cercare di restare in Parlamento. Detto questo, Conte ha trasformato il M5s in un partito strutturato, che è perno fondamentale della coalizione”.
Con la sua uscita Grillo tira la volata a un possibile ‘partito’ guidato da Di Battista, sognando, magari, il simbolo M5s?
“Non so come finirà la questione legale del simbolo, credo però che Alessandro Di Battista abbia coltivato in questi anni un rapporto importante con una parte di elettorato che non si riconosce nel M5s di Conte: se scenderà in campo sicuramente toglierà voti ai Cinquestelle”.
La quarta gamba del centrosinistra riesce a unirsi o no?
“Ora il tema è questo: queste esperienze nate per riportare le persone al voto, da Primavera all’associazione di Ernesto Ruffini, a Progetto civico Italia di Alessandro Onorato, hanno riscosso nell’opinione pubblica un consenso di interesse tale da pensare che qualcuna, da sola, possa ambire ad arrivare al 3%? Secondo me no, credo che il bagno di realtà arriverà anche per Onorato, che si muove sicuramente tanto, ma che, mi pare, dai sondaggi venga dato allo 0,5-0,6%. Questo non significa che quello che sta facendo non sia importante ma noi, insieme, dobbiamo cercare, non di fare una conta di zero virgola, ma di dare un’anima a questa quarta gamba e dobbiamo coinvolgere anche altre esperienze, come quella di Silvia Salis. Renzi ha un approccio molto generoso ma non credo voglia fare il federatore. Dobbiamo trovare l’uomo o la donna migliore per rappresentare questo progetto”.
Intervista di Veronica Passeri su Quotidiano Nazionale